Adulti

2020/2021 “INFONDA DIO LA SAPIENZA”

Si può evitare di essere stolti

ATTENZIONE! La catechesi prevista domenica 31 gennaio è stata anticipata a domenica 24 gennaio

II catechesi domenica 24 novembre 2020
Tempo di domande e di invocazione…
… cercando insieme la vera sapienza!

Preghiamo insieme:

Sapienza cap. 9
«Dio dei padri e Signore di misericordia,
che tutto hai creato con la tua parola,
che con la tua sapienza hai formato l’uomo,
perché domini sulle creature fatte da te,
e governi il mondo con santità e giustizia
e pronunzi giudizi con animo retto,
dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te
e non mi escludere dal numero dei tuoi figli,
perché io sono tuo servo e figlio della tua ancella,
uomo debole e di vita breve,
incapace di comprendere la giustizia e le leggi.
Anche il più perfetto tra gli uomini, privo della tua sapienza, sarebbe stimato un nulla.
Mandala dai cieli santi,
perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica
e io sappia ciò che ti è gradito.
Essa infatti tutto conosce e tutto comprende:
mi guiderà prudentemente nelle mie azioni
e mi proteggerà con la sua gloria.

La parola dell’Arcivescovo

  • Sapienti che non sanno la via
  • Sapienti che non sono in cammino
  • La paralisi dello spirito: è oggi il male più grave del virus (emergenza spirituale). Manca il significato della vita; c’è scoraggiamento e impotenza; c’è disperazione.
  • La noia e l’indifferenza verso ciò che la Chiesa annuncia e l’invito alla conversione
  • Occorre riscrivere una lettera per il nostro tempo!
  • Noi credenti abbiamo una buona ragione per essere in cammino, perché possediamo (??) il significato per vivere, per impegnarci, per morire. Una RAGIONE non emotiva e una SALVEZZA che non è appena la SALUTE!
  • Dobbiamo essere NOI la stella che da gioia al mondo!
  • Un cane che muore e che SA di morire come un cane e che PUO’ DIRE CHE SA di morire come un cane questo è un essere umano.

Dal libro del Siracide

Una dottrina di sapienza e di scienza ha condensato in questo libro Gesù figlio di Sirach, figlio di Eleàzaro, di Gerusalemme, che ha riversato come pioggia la sapienza dal cuore. Beato chi mediterà queste cose; le fissi bene nel cuore e diventerà saggio; se le metterà in pratica, sarà forte in tutto,perché la luce del Signore è la sua strada.

Che è l’uomo? E a che può servire? Qual è il suo bene e qual è il suo male? Quanto al numero dei giorni dell’uomo, cento anni sono già molti. Come una goccia d’acqua nel mare e un grano di sabbia
così questi pochi anni in un giorno dell’eternità. Per questo il Signore è paziente con gli uomini e riversa su di essi la sua misericordia.

Ogni sapienza viene dal Signore ed è sempre con lui. La sabbia del mare, le gocce della pioggia e i giorni del mondo chi potrà contarli?
L’altezza del cielo, l’estensione della terra, la profondità dell’abisso chi potrà esplorarle?
Il Signore ha creato la sapienza; l’ha vista e l’ha misurata, l’ha diffusa su tutte le sue opere, su ogni mortale, secondo la sua generosità, la elargì a quanti lo amano.

Il timore del Signore allieta il cuore e dà contentezza, gioia e lunga vita. Principio della sapienza è temere il Signore; essa fu creata con i fedeli nel seno materno.

Dal Vangelo di Luca

Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui. Partì dunque con loro e tornò (DISCESE) a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva (PROGREDIVA) in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini. Secondo la mentalità ebraica Dio è pienamente presente in questo bambino e la crescita umana comporta una più profonda penetrazione del progetto di salvezza.

Nazareth è lo “spazio” del silenzio, lo “spazio” senza risultato,  lo “spazio” dell’obbedienza e della fede: questo “spazio” non è stata una fase di… “riscaldamento” per Gesù, ma è stata parte integrante della sua vita! (F.Brovelli)

A Nazareth il signore ha imparato a essere abbracciato e baciato, allattato e amato, a toccare e aparlare, a giocare, camminare, lavorare, a condividere i minuti, le ore, le attese, le stagioni e le fatiche. Dio ha imparato dall’uomo tutte le cose dell’uomo. Nazareth redime la creaturalità dall’insignificanza del suo limite: nel limite del tempo incontriamo l’eterno e nel limite dello spazio troviamo l’infinito. Il silenzio di Nazareth è il mistero più eloquente di Dio. Gesù venne a Nazaret e questa discesa, questa kénosi dura trenta anni. È una generazione, una vita, riscatto di ogni generazione e di ogni vita nella sua quotidianità. (S.Fausti)

La parola del Papa

Vedi questo video

  • Da una crisi non si esca mai come prima: o migliori o peggiori! Ci attende la nostra decisione, la revisione di tutto!
  • Occorre una cultura della VICINANZA per aiutarsi e non scartarsi
  • Passare dall’IO al NOI (“Non io, ma Dio”, Beato C. Acutis)
  • Pregare molto!

PREGHIAMO INSIEME

Dio eterno, principio di ogni principio,

che pur nella nostra iniquità ci sopporti e prolunghi i nostri giorni per darci spazio di raggiungere la sapienza del cuore,

ispira e guida il lavoro delle nostre mani

nel rispetto e nell’esaltazione dell’opera tua,

fino a che potremo contemplare apertamente

la soavità del tuo volto. Amen