Lectio decanali

Perchè abbiate la vita

Il ciclo di Lectio 2019/2020 del decanato di Melzo sulle figure della fede nel Vangelo di Giovanni.

Mercoledì 22 gennaio – (Gv. 1,19-28)

Siamo al primo capitolo del Vangelo di Giovanni, dopo il solenne prologo che apre il quarto vangelo. La prima figura di fede che vogliamo incontrare in questa lectio è quella di Giovanni Battista: vogliamo lasciarci provocare da lui, da quello che il Vangelo ci consegna, dal suo esempio e dalla sua testimonianza. E se noi siamo qui oggi è perché c’è stato un “Giovanni Battista” che ci ha parlato di Gesù, che ci ha portato a lui.

Mercoledì 19 febbraio – (Gv. 1,35-51)

È sempre il primo capitolo del vangelo di Giovanni su cui ci fermiamo, in questa lectio, per incontrare come “figure di fede” i primi discepoli. Vorrei insieme a voi cercare di entrare dentro questa pagina evangelica un po’ come abbiamo fatto anche il mese scorso partendo da una domanda e poi fermandoci su tre atteggiamenti che possono essere utili anche per la nostra esperienza di fede.

Mercoledì 22 aprile – (Gv. 2,1-12)

La figura di fede sulla quale vorremmo fermarci dentro questa lectio è Maria. Lei ci viene presentata, dentro questo brano evangelico, come “mediatrice”, come persona attenta e capace di cogliere una necessità, un bisogno che nasce nell’esperienza umana di questi due personaggi sconosciuti, che neanche compaiono dentro la vicenda narrata (solo, ad un certo punto, lo sposo. Ma, della sposa, neanche l’ombra…). Terrei ancora come schema quello consueto: una domanda che raccogliamo dal testo e tre atteggiamenti da custodire.

Mercoledì 20 maggio – (Gv. 5, 1-16 )

La figura di fede che incontriamo nella lectio di questo mese forse è un po’ sconosciuta, come l’episodio evangelico che abbiamo ascoltato. Il testo lo inseriamo, come quello visto il mese scorso, nella categoria dei “segni” ovvero qualcosa di più profondo del semplice “miracolo”. Il segno è ciò che ci indica la strada, è un aiuto per continuare il cammino, rimanda a qualcosa di più grande e importante. Partiamo, come ormai siamo abituati, da una domanda.