Storia

UN BORGO RICCO DI STORIA, PROTESO VERSO IL FUTURO

  • LA NOSTRA GENTE: LA LABORIOSITÀ E LA FEDE

Melzo è un comune di antica origine, con una lunga storia alle spalle, come testimoniano anche alcuni importanti beni di rilevanza storica e artistica: le chiese di S. Andrea, dei SS. Alessandro e Margherita e di San Francesco, il Palazzo Trivulzio, la torre civica, l’ospedale e la chiesa delle Stelle. Certamente Melzo nei secoli è sempre stato un piccolo borgo. La forma urbana del borgo era rimasta quella del ‘600, corrispondente all’odierno centro storico, delimitato dalla porta Milano, dalla Chiesa di S. Alessandro, dalla porta che immette sull’attuale L.go Gramsci, dalla Chiesa di S. Andrea e da quella di S. Francesco; più esternamente, disperse tra le campagne, erano ubicate alcune cascine, nonché l’ospedale, il cimitero e la linea ferroviaria. Questa importante via di comunicazione ha particolarmente favorito l’insediamento nel borgo di alcune attività industriali già negli ultimi decenni del 1800. I primi decenni del ‘900 coincidono con l’avvio di quelle importanti attività industriali che caratterizzeranno Melzo per lunga parte del secolo XX: oltre alla già fiorente industria tessile Gavazzi, a partire dal 1907 vengono ubicati nel territorio comunale gli insediamenti industriali della Società Generale Italiana Accumulatori Elettrici (più comunemente Tudor); nel 1911 iniziano i lavori di costruzione del primo caseificio industriale Galbani, nei pressi della linea ferroviaria; nel 1921 la ditta Invernizzi viene trasferita nel nuovo caseificio dell’odierna piazza Risorgimento; nello stesso periodo viene costruito lo stabilimento “Ve-De-Me”, per la produzione di nastri e passamanerie. Questo imponente sviluppo industriale conduce ad un nuovo importante incremento demografico. Anche la forma urbana del borgo comincia a mutare, poiché, per la prima volta, gli insediamenti residenziali escono dai confini delle antiche mura. La fine della seconda guerra mondiale coincide in tutto il Paese con un boom demografico senza precedenti; nel contempo la ripresa e il potenziamento delle industrie nelle regioni settentrionali alimenta un’imponente ondata migratoria. La città di Melzo (proclamata tale nel 1953) tra il 1951 e il 1971 vede ulteriormente raddoppiata la sua popolazione, che passa da 8.719 a 17.092 abitanti. Ed è in questo ventennio che la forma urbana della città si approssima più sensibilmente a quella odierna. L’espansione demografica e della forma urbana aiuta a comprendere come la parrocchia prepositurale dei SS. Alessandro e Margherita e le sue strutture educative (gli oratori S. Alessandro e San Giuseppe) non fossero più sufficienti nel nuovo contesto cittadino. La costruzione della nuova parrocchia del S. Cuore e dell’annesso oratorio nel 1971 e, successivamente, la costruzione della parrocchia del Beato Pier Giorgio Frassati (nel contesto del già esistente “oratorio delle Stelle”) hanno consentito un servizio più articolato della chiesa locale (che è giunta a contare ben 8 sacerdoti locali, tre presso la parrocchia dei SS. Alessandro e Margherita, due presso ciascuna della altre due parrocchie e uno quale cappellano dell’ospedale) in favore della popolazione, che ha così maturato un senso di appartenenza alle rispettive comunità parrocchiali. Ci piace ricordare, non senza gratitudine, che dal 1977 in poi (cioè negli ultimi 30 anni), sono proprio molte le vicende vocazionali significative che hanno segnato la vita della nostra comunità cristiana melzese e hanno visto il dono di 10 sacerdoti diocesani; 8 vocazioni alla vita religiosa femminile; 5 vocazioni alla vita religiosa maschile. La chiamata alla vita di speciale consacrazione e la conseguente risposta positiva è sempre il segno di una vivacità e ricchezza ecclesiale di cui non ci si può far merito, se non riconoscendo con stupore i doni che Dio, nella sua magnanimità, ha seminato e ancor oggi semina nel cuore delle nostre famiglie e della nostra città.

  • UNA COMUNITÀ PROTESA VERSO IL FUTURO

Oggi la popolazione melzese è composta da circa 18.500. La stabilizzazione della popolazione melzese e la diminuzione delle vocazioni sacerdotali sono all’origine del venir meno sul territorio comunale di alcune presenze di sacerdoti, con la perdita, a partire dalla fine degli anni ’90, di un coadiutore per ciascuna delle tre parrocchie cittadine. Tutto ciò, unitamente alla necessità di un cammino di comunione sempre più esigito dalla vicinanza delle tre parrocchie e dalla evidente difficoltà a rispondere autonomamente alle sfide esigenti del futuro, ha portato in questi anni ad un ripensamento della modalità con cui le nostre comunità si propongono come Chiesa locale, fino alla scelta di una ricomposizione delle tre parrocchie in un un’unica comunità pastorale. La proposta di questo cammino di unità nasce ancor prima delle indicazioni del vescovo riguardanti gli orientamenti sulle comunità pastorali, ma affonda le sue radici in una bozza progettuale che nel lontano marzo 2003 fu presentata al Cardinale Arcivescovo dai sacerdoti della città come prospettiva su cui lavorare. Accolta dal vescovo, la bozza progettuale fu di riferimento ideale per una felice stagione di coinvolgimento di tutti i laici della comunità melzese e alla base del lavoro di molte commissioni che prepararono l’avvio di questo esperimento che trovò inizio nel settembre 2004. Nasceva così la Comunità Pastorale san Francesco di Melzo.

(Tratto dal Progetto Pastorale “Va’ e ripara la mia casa”, 2008)


A Melzo è presente dall’11 ottobre 1919 l’Azione Cattolica con la fondazione del circolo “Beata Giovanna d’Arco”.

Puoi conoscerne qui la storia.