È facile guardare le cose, anche le cose belle, anche le cose preziose, anche le cose famose e celebrate con inconsapevole atteggiamento consumistico: si riempie il telefono di foto da mostrare agli amici mentre il nostro cuore resta immutato, in fondo indifferente. È questa aridità che abbiamo cercato di irrigare andando a Firenze con un gruppo di adolescenti della nostra città il 27 e il 28 dicembre scorsi. Non abbiamo seguito i percorsi delle guide turistiche, ma abbiamo cercato di guardare dentro la bellezza estetica delle forme, delle architetture e delle sculture, per risentirne l’antica eco di profondità umana e significati.