Messa della vigilia di Natale

Scritto il 24/12/2025
da Commissione liturgica


NATALE DEL SIGNORE
Liturgia vigiliare vespertina

RITO DELLA LUCE

Preparerò per il mio Consacrato
una strada di luce:
resteranno abbagliati i suoi nemici.
Splenderà su di lui
la corona regale.

Ricordati di Davide, Signore,
di tutte le sue prove.
Splenderà su di lui
la corona regale.

Preparerò per il mio Consacrato
una strada di luce:
resteranno abbagliati i suoi nemici.
Splenderà su di lui
la corona regale.

INNO

O tu che sei pastore d’Israele
e regni invitto sopra i Cherubini,
rivelati al tuo popolo,
Onnipotente, e vieni.

O Redentore degli uomini, vieni
nella tua nascita verginale!
Ogni età della storia stupisca:
è questo un parto che si addice a Dio.

Non da concorso d’uomo,
ma dall’azione arcana dello Spirito
il Verbo di Dio si è fatto carne:
così è germinato questo fiore.

Senza che il puro chiostro si disserri
grembo di donna vergine è fecondo:
rifulge la virtù come un vessillo
e ci dichiara l’avvento del Re.

Esci da questo tàlamo nuziale,
splendida reggia di santo pudore,
d’impeto slanciati sulla tua strada,
o Forte che sussisti in due nature.

Tu sei venuto, Signore, dal Padre
e al Padre vittorioso fai ritorno:
disceso fino agli inferi,
sali alla gloria abbagliante di Dio.

O tu che vivi eterno,
di queste membra mortali rivestiti:
corrobori l’umana debolezza
l’eterno tuo vigore.

Riluce il povero presepe e la notte
spira una luce nuova:
nessuna tenebra la contamini,
ma la rischiari perenne la fede.

A te, Gesù, sia lode,
che sei nato da vergine,
con il Padre e lo Spirito
nella distesa dei secoli.   Amen.

RESPONSORIO

Riluce il tuo presepe, Signore;
la notte spira una luce nuova.
Nella tua nascita verginale,
o Redentore degli uomini, vieni!

Non per concorso d’uomo,
ma per l’azione arcana dello Spirito,
nella tua nascita verginale,
o Redentore degli uomini, vieni!

I LETTURA

Gn 15, 1-7

Promessa ad Abramo di una discendenza numerosa come le stelle del cielo.

Lettura del libro della Genesi.

In quei giorni. Fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo: la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola del Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede». Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»; e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia. E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questa terra». Parola di Dio.

SALMELLO

Cf. Sal 88 (89), 12. 2

Tuoi sono i cieli, Signore, tua è la terra,
tu hai fondato il mondo e quanto contiene.

Canterò senza fine le tue grazie,
con la mia bocca annunzierò
la tua fedeltà nei secoli.
Tu hai fondato il mondo e quanto contiene.

ORAZIONE

O Dio onnipotente, nella natura umana del tuo Figlio hai voluto darci la fonte e il compimento  di ogni nostro rapporto con te;  mantienici sempre nella sua eredità  perché ogni nostra possibilità di salvezza  risiede in lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.

II LETTURA

1Sam 1, 7c-17

Preghiera di Anna, perché Dio le conceda un figlio.

Lettura del libro di Samuele.

In quei giorni. Anna si metteva a piangere e non voleva mangiare. Elkanà, suo marito, le diceva: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?». Anna si alzò, dopo ave mangiato e bevuto a Silo; in quel momento il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore. Ella aveva l’animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo». Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Smaltisci il tuo vino!». Anna rispose: «No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore. Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto parlare l’eccesso del mio dolore e della mia angoscia». Allora Eli le rispose: «Va’ in pace e il Dio d’Israele ti conceda quello che gli hai chiesto». Parola di Dio.

SALMELLO

Un bambino è nato per noi:
Dio potente è il suo nome.
Siederà sul trono di Davide,
grande sarà il suo dominio.

Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
Siederà sul trono di Davide,
grande sarà il suo dominio.

ORAZIONE

Con la nascita secondo la carne del tuo Unigenito  e con la sua morte di croce hai portato a compimento,  o Dio misericordioso, la salvezza del tuo popolo;  fa’ che i tuoi servi credano fermamente in questo disegno d’amore  e arrivino così al traguardo della gloria promessa sotto la guida e per la grazia di Cristo, tuo Figlio. Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

III LETTURA

Is 7, 10-16

La Vergine concepirà un figlio

Lettura del profeta Isaia.

In quei giorni. Il Signore parlò ancora ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto». Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. Poiché prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonata la terra di cui temi i due re». Parola di Dio.

SALMELLO

Discende dal cielo il nostro Salvatore
e viene a noi dal grembo di Maria.
A lui gli angeli cantano lode.
Egli è Dio ammirabile e potente.

«Serbando la gloria regale della verginità,
io sono madre del Re della gloria».
Egli è Dio ammirabile e potente.

ORAZIONE

Ascolta, o Redentore, la voce implorante 
di chi celebra il giorno felice
nel quale la tua vita celeste ed eterna,
per liberarci e farci immortali,
è entrata a rianimare l’umana natura. 
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

IV LETTURA

Gdc 13, 2-9a

L’annuncio dell’angelo alla moglie di Manòach: Concepirai e partorirai un figlio e sarà nazireo; la preghiera di Manòach: Manda di nuovo l’angelo, che ci istruisca su cosa debbiamo fare del fanciullo.

Lettura del libro dei Giudici.

In quei giorni. C’era un uomo di Sorea, della tribù dei Daniti, chiamato Manòach; sua moglie era sterile e non aveva avuto figli. L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: «Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. Ora guàrdati dal bere vino o bevanda inebriante e non mangiare nulla d’impuro. Poiché, ecco, tu concepirai e partorirai un figlio sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio fin dal seno materno; egli comincerà a salvare Israele dalle mani dei Filistei». La donna andò a dire al marito: «Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l’aspetto di un angelo di Dio, un aspetto maestoso. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome, ma mi ha detto: “Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d’impuro, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte”». Allora Manòach pregò il Signore e disse: «Perdona, mio Signore, l’uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c’insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro». Dio ascoltò la preghiera di Manòach.

Parola di Dio.

SALMELLO

Cfr. Gdc 13, 8; Sal 23 (24), 9

Ti prego, Signore Dio:
l’angelo che tu hai mandato
venga di nuovo e ci insegni
come accogliere questo bambino
che nascerà per noi.

Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria,
che nascerà per noi.

ORAZIONE

Nel mistero della nascita tra noi del tuo Unigenito  ci hai fatto conoscere, o Dio nostro Padre,  la tua benevolenza e la tua volontà di salvezza;  a generosità tanto grande  risponda la sollecitudine del nostro cuore  a vivere la nostra condizione di figli  in continua fecondità di opere giuste.  Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,  che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,  per tutti i secoli dei secoli.

EPISTOLA

Eb 10, 37-39

Ancora un poco e colui che deve venire, verrà.

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, ancora un poco, un poco appena,  e colui che deve venire, verrà e non tarderà.  Il mio giusto per fede vivrà;  ma   se cede, non porrò in lui il mio amore. Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima. Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Cf. Sal 79 (80), 2

Alleluia. O tu, che sei pastore d’Israele, ascolta, tu che guidi Giuseppe come un gregge. Alleluia.

VANGELO

Mt 1, 18-25

Ecco come avvenne la generazione del Signore Gesù Cristo.

Lettura del Vangelo secondo Matteo.

Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:  a lui sarà dato il nome di Emmanuele,  che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù. Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Sof 3, 14-15

Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, rallégrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme. Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re di Israele è il Signore in mezzo a te, tu non vedrai più la sventura.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio potente, guardaci con misericordia;  dissipa l’ombra di morte che ci ottenebra il cuore  e irraggia la luce della verità che salva  sul tuo popolo in festa per la nascita di Cristo,  che vive e regna nei secoli dei secoli.

SUI DONI

Più gioioso che in ogni altra festa  oggi, Dio nostro, a te sciogliamo il canto  perché in questo giorno ci è nato l’agnello senza macchia  che ti offriamo come vittima santa,  Gesù Cristo Signore nostro,  che vive e regna nei secoli dei secoli.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,  nostro dovere e fonte di salvezza,  rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo,  a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno,  per Cristo Signore nostro. In quest’opera anticipiamo, pregando, l’attesa della sua venuta  per essere pronti a vegliare nella prossima notte  e ad accogliere con animo aperto il suo natale.  Con la sua nascita, la tua invisibile divinità  si è resa visibile nella natura umana,  e colui che tu generi fuori del tempo,   nel segreto ineffabile della tua vita,  nasce nel tempo e viene nel mondo. Gioiosi per questo tuo dono,  uniti ai cori degli angeli e dei santi,  cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria: Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Cf. Gv 1, 14. 16

Vedemmo la gloria di Dio, gloria dell’Unigenito, perché il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. E dalla sua pienezza abbiamo tutti ricevuto grazia.

ALLA COMUNIONE

Una donna ha concepito il Verbo di Dio e vergine rimase; una vergine ha generato il Re di tutti i re.

ANTIFONA AL MAGNIFICAT

Questa sera saprete che il Signore verrà, *
e domani vedrete la gloria di Dio.

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome;

di generazione in generazione la sua misericordia *
per quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
per Abramo e la sua discendenza, per sempre.

Gloria

L’anima mia magnifica il Signore.

Questa sera saprete che il Signore verrà, *
e domani vedrete la gloria di Dio.
Kyrie eléison, Kyrie eléison, Kyrie eléison.

DOPO LA COMUNIONE

Tu ci hai rinnovato col tuo dono mirabile, o Dio,  e noi siamo impazienti di adorare la nascita tra noi  e di partecipare alla vita immortale di Gesù Cristo, tuo Figlio,  che vive e regna nei secoli dei secoli.


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