Carissimi amici e amiche di Melzo,
Un caro saluto alle autorità civili e religiose.
Vi saluto con il saluto di san Francesco d'Assisi: Pace e bene! Il Signore vi dia Pace.
Sono contento di poter partecipare, con questo breve messaggio, alla vostra Marcia per la Pace. Facendo eco alle parole di Papa Leone XIV, lavoriamo insieme per una pace "disarmata e disarmante, umile e perseverante, come la pace che Cristo offre ai suoi discepoli alla mattina di Pasqua."
Vi raggiungo dal cuore dell'Arabia, da Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti. Il nome di questa città è indelebilmente legato al documento sulla "Fratellanza Umana", firmato nel febbraio del 2019, proprio qui, da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad AlTayyeb.
Papa Francesco è venuto in questa terra ormai sette anni fa per celebrare gli 800 anni dell'incontro tra san Francesco d'Assisi e il Sultano Malik Al Kamil, avvenuto a Damietta (Egitto), durante il tempo delle crociate.
Penso che questi due incontri siano per noi un punto di riferimento importante per ogni cammino che cerchi la pace vera.
Francesco d'Assisi in un momento di grande conflitto chiese di incontrare il Sultano. Ci riuscì. Si può immaginare che, inizialmente, la sua intenzione fosse quella di convertire il Sultano. Questo avrebbe posto fine alla guerra. Sappiamo che le cose andarono diversamente: il Sultano non divenne cristiano e san Francesco non divenne musulmano, ma quell'incontro fu decisivo per entrambi. Si conobbero, si stimarono vicendevolmente. Il Sultano rimase ammirato dalla povertà e dalla religiosità profonda di Francesco; il Santo di Assisi rimase certamente ammirato da diverse espressioni delle fede islamica, tanto che nei suoi scritti successivi troviamo eco di pratiche che lo stesso Francesco avrebbe voluto anche in Occidente, come l'invito pubblico alla preghiera fatto più volte al giorno. I due interlocutori hanno approfondito maggiormente la propria fede, imparato a stimare l'altro; entrambi hanno accettato le loro differenze.
Papa Francesco ha rinnovato, in un certo senso, l'esperienza del Santo di Assisi venendo qui ad Abu Dhabi, 800 anni dopo, e firmando un documento che segna un nuovo capitolo nel rapporto tra le religioni, in particolare tra Cristianesimo e Islam. Si affermano cose che mai sono state sottoscritte da due autorità religiose così importanti. La fede, si dice nel documento, ci porta a considerare gli altri come fratelli e sorelle e ci spinge ad aiutarci vicendevolmente. Inoltre, si condanna ogni forma di violenza in nome di Dio, considerata come uso perverso della religione. Papa Leone XIV riprendendo questo punto nel suo recente messaggio per Giornata Mondiale per la Pace, afferma che la violenza in nome di Dio è una forma di blasfemia.
In questo senso, il dialogo tra le religioni e la responsabilità delle religioni per la promozione della pace sono decisivi, oggi più che mai. Il dialogo e la collaborazione per la promozione di una società più fraterna e umana tra persone di fedi diverse sono il più grande antidoto alla violenza e il contributo fondamentale per la costruzione di una pace duratura. Tutte le grandi religioni hanno un patrimonio spirituale enorme che può accompagnare l'uomo contemporaneo in un cammino di umanizzazione autentico.
Dal documento di Abu Dhabi, è nata nel 2023 la Abrahamic Family House, un centro in cui
si trovano una chiesa Cattolica, dedicata a San Francesco d'Assisi, una moschea e una sinagoga.
Tutto questo avviene negli Emirati Arabi Uniti, un paese in cui è diffusa una cultura del dialogo e della coesistenza tra persone di culture e religioni diverse e in cui il 90 percento della popolazione è migrante.
Pensate a cosa voglia dire avere un centro come questo nel cuore dell'Arabia, in un momento storico come quello che stiamo vivendo. Già la sua sola esistenza sembra un miracolo! I fedeli delle diverse religioni si recano nei propri centri di culto riconoscendo la presenza delle altre religioni, degli altri fedeli. I tre luoghi di culto sono architettonicamente distinti e interconnessi. Non si vuole creare una super-religione abramitica; le religioni sono differenti, ma l'umano è lo stesso per tutti. L'umano è grido verso Dio, è desiderio di Dio e di pace.
Questo desiderio si esprime nel Forum, il quarto spazio, che raduna i fedeli di diverse religioni per momenti di formazione alla pace e ai valori che abbiamo in comune e che ci portano a lavorare insieme per un mondo più giusto e pacifico, un mondo riconciliato.
Dal documento sulla "Fratellanza Umana" e dalla Abraharnic Family House, si leva un messaggio al mondo, oggi anche alla città di Melzo: un messaggio di pace come dono da invocare da Dio, da accogliere e da promuovere. La pace è possibile, è sempre possibile. La pace chiede cuori pacificati e riconciliati. Come ricorda sant' Agostino: "Se volete attirare gli altri alla pace, abbiatela voi per primi; siate voi anzitutto saldi nella pace. Per infiammarne gli altri dovete averne voi, all'interno, il lume acceso".
Auguro a tutti di avere un cuore pacificato per essere operatori di Pace. Buon cammino a tutti!
+ Paolo Martinelli OFM Cap.
Apostolic Vicar of Southern Arabia
Per un approfondimento del Messaggio siamo invitati a vedere il video seguente:


