Questa mattina abbiamo finalmente dato un nome e visto il volto del sacerdote novello che lo Spirito ha scelto per iniziare il suo ministero nella nostra comunità pastorale:
Don Paolo Macchi
Ho 27 anni e sono originario della parrocchia di Santo Stefano in Tradate (Va). Sono entrato in Seminario il 12 settembre 2019 e, nell’ultimo anno, ho svolto il mio ministero diaconale nella città di Bollate. Sono grato alla comunità cristiana di Tradate per avermi generato alla fede, grazie ai cammini in oratorio, il servizio all’altare e ai sacerdoti che mi hanno accompagnato. Man mano che crescevo, l’esperienza del mettersi a servizio ha esercitato in me un’attrattiva sempre maggiore e mi ha portato a impegnarmi come animatore, cerimoniere e come educatore.
La domanda vocazionale è poi nata in me grazie al gruppo giovani della Comunità pastorale, con il quale, da una semplice aula di oratorio che il don ci aveva messo a disposizione, è cresciuta un’esperienza di vita comune che ci vedeva in oratorio quasi ogni giorno, fino a sera. Il condividere le giornate con lo studio, il servizio, la cura della “casa”, i pasti, la preghiera mi ha aiutato a crescere umanamente e spiritualmente.
La crisi, derivante dall’accorgermi che lo studio dell’Economia in Università non faceva per me, mi ha portato a prendere in mano sul serio la mia vita, così mi sono accorto che non potevo più scappare da quella chiamata a donarmi totalmente al Signore che, attraverso tutto questo, mi stava rivolgendo.
Durante gli anni del Seminario, sono giunto alla consapevolezza che la pienezza della mia umanità si compie nel lasciare spazio al Signore Gesù, per far sì che sia lui a vivere e a operare in me e attraverso di me. Per questo, avvicinandomi all’ordinazione presbiterale, ho scelto di fare mie le parole di san Paolo ai Galati: «Non vivo più io, ma Cristo vive in me».
Accompagnato da don Fabio Turba, parroco di Tradate, citta dalla quale proviene, ha trascorso il pomeriggio in oratorio insieme a noi!


