Esercizi spirituali per i giovani - 3ª serata

Scritto il 03/12/2025
da Segreteria Giovani


3ª serata degli esercizi spirituali per i giovani della zona VI
presso l'abbazia di Viboldone, predicati dal Vicario Episcopale di Zona don Marco Bove

At 9, 1-21: “All’improvviso lo avvolse una luce dal cielo”


QUI il video della lettura del brano e della predicazione di don Marco Bove.


Predicazione di don Marco Bove - appunti (non rivisti)

Anche questa sera ci mettiamo in ascolto. Non è scontato. Dovremmo metterci sempre in ascolto, perché il Signore ci chiama sempre e dobbiamo metterci in ascolto. Da queste tre serate potremmo portare a casa almeno questo invito: imparare a metterci in ascolto di una parola che è per me. Provate a leggere per intero il racconto degli Atti degli Apostoli, che hanno come protagonista lo Spirito Santo che invochiamo perché ci permetta di capire come ci sta parlando. Questa vicenda di Saulo/Paolo dice qualcosa anche a noi e al nostro cammino spirituale.

 

Luca descrive Saulo “a tinte forti”: “Spirando minacce nei confronti dei credenti”. È un uomo determinato che pensava di servire Dio combattendo i cristiani, ritenendoli una pericolosa setta eretica. Ciò che ne verrà fuori dall’incontro con Cristo Risorto è qualcosa di radicalmente diverso.

Luca descrive i cristiani come i “seguaci della via”. Il Cristianesimo è seguire Qualcuno lungo la via, è andare dietro a Gesù. Oggi siamo invitati insieme a percorrere questa via.

“Mentre era in viaggio, all’improvviso lo avvolse una luce”. All’improvviso. Vuol dire che questa è una cosa che nessuno si aspettava. Ci sono cose che succedono e che nessuno aveva preordinato. Significa “quando non dipende da me”. Saulo non cercava nessuno, era il Signore che cercava lui. Dio prende sempre iniziativa nella nostra vita, è Lui che ci viene a cercare e che accompagna il mio cammino. E lo chiama per nome “Saulo, Saulo”. È una chiamata con tono quasi affettuoso: “perché stai facendo questo? Perché mi perseguiti?”. Spesso il Signore ci invita a riflettere su quello che stiamo facendo. E il Signore Risorto si identifica con i Suoi discepoli (“mi” perseguiti – cfr. Mt 25): il Signore è presente attraverso la Sua Cheisa. Gesù cerca ciascuno di noi. Dove e come mi sei venuto incontro nel mio cammino? Quando e dove mi hai invitato a riflettere sulle mie scelte?

La risposta di Saulo è: “Chi sei Signore?”. Anche noi ogni tanto diciamo: “Ne ho sentite tante su di te, ma tu chi sei?” “Io sono quel Gesù che tu perseguiti, ma tu alzati ed entra nella città e ti sarà detto cosa devi fare”. Saulo cieco, preso per mano per entrare a Damasco è l’esatto opposto del Saulo dell’inizio. E Luca descrive questo con un linguaggio che sembra una morte simbolica, tre giorni senza mangiare e senza vedere. Muore Saulo e risorge come Paolo, è una nuova nascita.

Il Signore dà indicazioni precise ad Anania, ma Anania sembra spiegare al Signore chi è Saulo. Sono le nostre resistenze: “Sia fatta la mia volontà, non la Tua…”. È la storia della conversione di Saulo e di Anania. La conversione non è solo smettere di fare il male, ma è anche guardare le cose dal punto di vista di Dio. E questo ci permette anche, forse, di cambiare le nostre scelte. Il cammino di conversione nasce sempre da lì. Come devo cambiare il mio sguardo? E la conversione di Saulo nasce dalla conversione di Anania. C’è bisogno che il cuore della Chiesa (cioè nostro) si converta, il Signore ha bisogno della nostra conversione per raggiungere gli altri. Qual è la conversione che mi stai chiedendo? E così Anania chiama “fratello” Saulo. È un cambiamento radicale! Dal punto di vista tuo rimane qualcuno su cui hai delle riserve, ma dal punto di vista di Dio è un fratello. Come mi guardi tu, Signore?

Paolo fa esperienza della Grazia, dell’amore gratuito di Dio: “Mi è stata usata Grazia!”. Preso per mano e cambiato. Tu mi sei venuto a cercare! Dove e come mi sei venuto incontro? Qual è la forma di alcuni passaggi e cambiamenti? Dove ho sperimentato la Tua pazienza che mi salva? Certo, l’esperienza di Saulo è unica ed è la sua, ma anche noi possiamo sentirci amati con questi occhi di misericordia e di amore.

Paolo è un uomo nuovo e chi lo ascolta si domanda se non sia colui che era venuto a Damasco per condurre i cristiani in catene. Tutte le volte che ci facciamo incontrare da Gesù, la nostra vita davvero può cambiare radicalmente ed entra questo processo di trasformazione, questo nuovo inizio.

Abbiamo la possibilità di rileggere il nostro cammino alla luce di quello di Paolo. A quale conversione mi stai chiamando in questo momento della mia vita? Chi è stato strumento in alcuni passaggi che ho fatto? Quando e come anche io ho fatto esperienza della Grazia di questo amore gratuito che è venuto incontro a me così come sono?

Smettiamola di stare sullo sguardo che noi abbiamo su noi stessi (alle volte ci svaluta, altre ci sopravvaluta)! Lasciamoci guardare da Lui che ci aiuta a riconoscerci e a starci davanti con realismo, ma soprattutto a farci sentire amati per quello che siamo.



Traccia della meditazione

  1. Lasciarsi convertire dall’Amore (9,1-9)

Che cosa scopre Saulo/Paolo in questo momento? 

1. Anzitutto che quel Gesù da lui ritenuto morto e morto della morte più infame - in croce morivano coloro che avevano compiuto i peggiori crimini - è vivo e circondato della gloria divina: gli appare infatti avvolto nella ‘luce’, un tratto caratteristico delle manifestazioni di Dio nell’AT. Incontra il Risorto.

2. Scopre, soprattutto, in tutta la sua insospettabile gratuità l’amore di Cristo, un amore preveniente e generoso: Gesù si preoccupa del persecutore dei suoi discepoli! Sarà, questo fatto, motivo di continuo stupore e di ringraziamento: si legga come, anni dopo, Paolo ritorni con commozione a questa esperienza, ad esempio, in 1Tm 1,12-17. La scoperta dell’amore gratuito determinerà tutta la costruzione teologica dell’Apostolo. La parola-chiave della riflessione paolina sarà una sola: grazia.

3. Infine, scopre che tra i cristiani e Gesù c’è una strettissima relazione, una comunione; perseguitando i cristiani tu perseguiti Gesù. Gesù si identifica con la sua comunità.

Da notare, infine, la cosiddetta dilazione dell’incarico…Cosa farà lo scoprirà più tardi

 

  1. Qualcuno che ci apra gli occhi: l’importanza di un accompagnamento 

Per tornare a vedere, c’è bisogno di qualcuno che apra gli occhi. Sarà un discepolo, Anania, che, compiuto anch’egli il suo cammino di conversione, arriva a chiamare Saulo come fratello così da essere strumento perché ‘questo fratello’ possa essere battezzato.

 

  1. Il futuro si apre: la missione di Paolo

La parola di rassicurazione nei confronti di Anania (At 9,15-16) serve per svelare la vocazione riservata a Saulo, riqualificato su quattro piani. Da persecutore a testimone sofferente. Passiamo in rassegna i quattro piani:

  1. Saulo, finora, agiva di sua iniziativa. Ora si scopre ‘strumento scelto’.
  2. Saulo maltrattava tutti coloro che invocavano il nome di Gesù (v. 14). Ora è scelto per ‘portare il mio nome’. ‘rendere celebre il nome di Gesù indossando l’identità del discepolo’. 
  3. Saulo perseguitava a Gerusalemme. Ora lo spazio assegnato alla testimonianza di Cristo è senza limiti: nazioni – re – figli d’Israele.
  4. Saulo maltrattava i santi di Gerusalemme. Ora sarà lui a soffrire (vedi Lc 24,26).


Domande

 

  • C'è stato un momento nella tua vita in cui hai ricevuto un gesto di gentilezza, perdono, o aiuto totalmente immeritato o inaspettato (una Grazia appunto)? Quale impatto ha avuto su di te? Sul tuo modo di vivere la comunità?
  • Davanti a un cambiamento forte: lo subisci o ne sei regista? 
  • Quali sono stati i miei momenti di “conversioni”?


Actio

Da qui a Natale prova a invitare un amico “fuori dal giro” a partecipare ad un evento di Chiesa (catechesi, Messa…).